La playstation di Abramovich, le occhiaie di Grant e le previsioni di Dossena

La finale di Champions League a Mosca pareva una di quelle serate elettorali in cui i risultati non arrivano mai ma piano piano si capisce che il sogno della prima vittoria è lì pronto a schiantarsi. di Paola Peduzzi Spiace doverlo dire, perché come potete constatare dalla foto segnaletica alla sezione “Foglianti”, lui è il gemello separato alla nascita del nostro amato condirettore Ubaldo Casotto: però tenete lontano il Gatto Nero Beppe Dossena dagli Europei 2008. di Maurizio Crippa
21 MAG 08
Ultimo aggiornamento: 00:54 | 19 AGO 20
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La finale di Champions League a Mosca pareva una di quelle serate elettorali in cui i risultati non arrivano mai ma piano piano si capisce che il sogno della prima vittoria è lì pronto a schiantarsi. C’era tutto: la pioggia, la testa sanguinante di Nani, il bambinone Abramovich che si agitava, si stravaccava, si allungava, rideva con quell’espressione che hanno gli uomini quando giocano alla Playstation. Il suo giocattolo si chiama Chelsea, è arrivato a un soffio dalla sua prima Champsion League, poi l’errore del supercapitano Terry, un omone che a vederlo così appariva tanto rassicurante, ai calci di rigore ha spento sorrisi ed emozioni. E sì che pareva quasi fatta. Dopo una partita che i commentatori definivano avvincente, nonostante il Manchester si fosse parecchio seduto nel secondo tempo, dopo i due tempi supplementari in cui c’è stata anche una rissa e un’espulsione, si è arrivati a calci di rigore, l’unica cosa su un campo di calcio che riesce a far sussultare anche le donne. E lì il portiere del Chelsea (intabarrato in una copertura sulla testa che sembrava un rugbista) ha fatto paura nientepopodimenoche a Cristiano Ronaldo, il migliore in campo fino a quel punto. Ronaldo sbaglia (tra l’altro fermandosi nella corsetta prima di tirare, cosa che anche ai profani è parsa alquanto stramba), il Chelsea esplode. E’ un segno del destino mannaggia. Uno dei più forti del mondo che sbaglia il calcio di rigore. Sembra fatta, poi arriva Terry e gli scivola il piede d’appoggio in quel pantano moscovita. Palo, fuori. Dopo un errore così non puoi riprenderti. E infatti il Manchester vince, con Ferguson più rosso che mai dalla gioia e le occhiaie di Grant che diventano il simbolo di una nottataccia. Quando è finito il collegamento della tv, Terry stava ancora piangendo.
Spiace doverlo dire, perché come potete constatare dalla foto segnaletica alla sezione “Foglianti”, lui è il gemello separato alla nascita del nostro amato condirettore Ubaldo Casotto: però tenete lontano il Gatto Nero Beppe Dossena dagli Europei 2008. E soprattutto dalle partite della Nazionale italiana. Con lui al microfono, Del Piero potrebbe sbagliare il rigore decisivo persino con il portiere avversario svenuto. È ufficiale, Dossena porta malissimo. Ieri c’era la finale di Champions League, È finita ai calci di rigore. Toccava a Cristiano Ronaldo, il super asso dei Red Devils. Ebbene, non pago delle scempiaggini dette in 120 minuti, il Gatto Nero butta lì il pronostico assassino: “Certo che sarebbe incredibile se proprio il giocatore più forte del mondo commettesse l’errore decisivo”. Detto fatto, Cristiano Ronaldo va sul dischetto, prende una rincorsa da emerito pirla, sparacchia il rigore come un ubriaco della Nazionale cantanti. Parato. Tre minuti dopo, tocca al capitano del Chelsea Terry, eroe della partita, tirare il rigore decisivo. Il Gatto Nero decide di attraversargli la strada: “Eh sì, in questo momento lui vede già la palla in fondo alla rete”. Terry scivola all’ultimo passo, la palla finisce fuori. Coppa al Manchester. No, dico: due su due, peggio di un killer di Cosa Nostra, roba che Cassandra era il talismano della felicità. Fate qualcosa, dite alla Rai di spedirlo all’Isola del famosi, o all’edizione estiva di Anno Zero. Sono disposto a tutto, anche ad andare a cena con Petruccioli pur di ottenerlo. Ma per favore, il Gatto Nero agli Europei, proprio no!